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Manipolazione politica sul web e machine learning, deepfake e intelligenza artificiale, psicologia dei social media e distribuzione virale

Manipolazione politica sul web e machine learning, deepfake e intelligenza artificiale, psicologia dei social media e distribuzione virale:

è indispensabile sapere come analizzare e identificare per tempo quello che avviene sulla rete e predisporre una strategia di difesa.

Non esistono solo le fake news e le notizie deformate, questo video è un piccolo esempio di quello che è la nuova minaccia da fronteggiare.

E’ un falso annuncio dell’ex presidente Obama, anzi un deepfake di Obama nel quale il falso, ma apparentemente vero, Obama esprime un’incredibile opinione sul cattivo del film Black Panther (“Killmonger aveva ragione”) e insulta l’attuale presidente Donald Trump.

Il video è stato realizzato dalla società di produzione di Jordan Peele, il regista dell’horror politico “Get Out” Oscar per la migliore sceneggiatura originale, utilizzando una combinazione di vecchia e nuova tecnologia: Adobe After Effects e lo strumento di scambio facciale di FA FakeApp.

Questo è un esempio che aiuta a comprendere come l’AI possa facilitare la creazione di video falsi ma estremamente realistici. La capacità virale dei social media, attivata da bot e da nodi ad alta frequentazione, completa il lavoro di disinformazione.

Come molte altre novità relative alla manipolazione politica, per identificarne le origini bisogna cercare nei forum, nei gruppi chiusi e su Reddit. Il termine “deepfake” proviene originariamente proprio da un utente di Reddit chiamato “deepfakes” che utilizzava strumenti di AI per “incollare” i volti di celebrità modificando video clip esistenti. La parola deepfake deriva dall’unione di “deep learning” e “fake” e, essendo molto accattivante, è stata usata da allora per denominare questo tipo di falsi generati con l’apprendimento automatico.

Il falso video di Obama non è perfetto, in alcuni punti rallenta, e alcuni movimenti della bocca non sono perfettamente naturali, ma è sicuramente abbastanza buono da ingannare un grosso numero di utenti dei social media, sfruttando la capacità virale della rete e le tecniche di manipolazione basate sul confirmation bias.

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By | 2018-09-07T09:43:57+00:00 giugno 2nd, 2018|Analisi dei social media, In evidenza, Politica in rete|